Home / News giuridiche / Marketing Legale / 3 social da non sottovalutare se sei un professionista legale

3 social da non sottovalutare se sei un professionista legale

Gli avvocati sono sempre più consapevoli di doversi confrontare con la Rete per preservare la loro posizione: un sito web efficiente e una presenza significativa sui principali social network sono decisamente importanti.
Naturalmente bisognerà avere contenuti efficaci per essere presenti, ma soprattutto apprezzati, dai motori di ricerca.

La presenza di così tanti social network può indurre in tentazione il professionista a usarli tutti.
Esistono 3 ragioni fondamentali per non cedere a questa tentazione:

Dispersione
I social sono tanti e soprattutto sono molto diversi tra di loro. Ognuno di esso ha un suo ruolo distintivo e quindi una sua audience. Data la loro continua evoluzione si sprecherebbero energie inutili a stare dietro a tutti e si perderebbe di vista lo scopo primario: la relazione con la propria audience e la valorizzazione del proprio personal brand.

Impegno
I profili social devono essere sempre curati e aggiornati una volta creati, pena la perdita dell’audience. In altre parole, la presenza online non sta nel possedere un account Facebook o Twitter, ma sta nel dialogo con i propri utenti distinguendo i clienti dai professionisti con i quali intraprendere azioni di collaborazione.

Tutto, in alcuni casi, è uguale a niente
Se si cerca di essere disperatamente presenti su tutte le piattaforme social disponibili, in realtà non si sarà in nessun posto. Così facendo sarà difficile, se non impossibile, instaurare un rapporto con la propria audience.
Di seguito i 3 principali social che ogni professionista non dovrebbe sottovalutare poiché ognuno racchiude in sé un potenziale enorme.

 

Facebook, il luogo dove le “amicizie” prendono forma
È ottimale per rivolgersi ai clienti dato l’impressionate numero di persone che ne fa parte.
Per utilizzarlo al meglio, è bene individuare sin da subito il proprio pubblico e rivolgersi a esso per ottenere risultati significativi.
Ci sono degli aspetti fondamentali da tener presente nella gestione di Facebook da parte degli avvocati.
Il profilo di un legale non deve essere aperto, per cui si devono controllare le impostazioni della privacy e per i post vanno scelti i livelli di diffusione.
Da un punto di vista professionale conviene aprire, per l’appunto, una pagina professionale. Per quel che concerne la pagina come avvocato/studio legale conviene che sia assimilabile a un’azienda: le pagine vengono usate da marche, aziende e organizzazioni, i profili, viceversa, dalle persone singole e Facebook non ama si faccia confusione. Sarà importante focalizzare il proprio obiettivo e la community che si vorrà coinvolgere.
Ci sono poi delle cose da non fare assolutamente per evitare di trovarsi in situazioni scomode.
Il professionista deve evitare di mettere mi piace a pagine poco professionali e concentrarsi su spazi e persone che possano apportare visibilità e relazioni professionali positive.
Al fine di catturare l’attenzione delle persone è bene basarsi, per creare contenuti, sulla qualità e su una maggiore durata. In sostanza Facebook è caratterizzato per un utilizzo più “friendly” ed è un luogo pensato e creato per le persone, inoltre, attraverso delle apposite statistiche, gli Insights di Facebook, che per il professionista sono un fedele alleato, renderanno più facile l’individuazione della propria audience.

Twitter, poche parole ma molte informazioni
È una piattaforma utile per comunicare in maniera immediata attraverso l’utilizzo di pochi caratteri (fatti per evitare di essere ripetitivi e prolissi) e degli hashtag, utili per collegare tra loro articoli che trattano gli stessi argomenti.
Questa piattaforma è un luogo dove le persone reperiscono informazioni che ritengono più sicure rispetto a quelle che trovano su altri social (come per esempio Facebook soprattutto dopo l’ultimo scandalo sulle fake news).
Tuttavia, dai primi di novembre scorso, anche Twitter presenta una novità: è possibile postare tweet lunghi il doppio, difatti si è passati dai canonici 140 caratteri ai 280. Si è cioè introdotta la possibilità di utilizzare un maggiore spazio per far sì che gli utenti si potessero esprimere in maniera più libera. Tuttavia, è stato riscontrato, dopo un’analisi a campione, che ben poche persone hanno utilizzato post superiori ai 140 caratteri, poiché negli utenti resta l’idea di utilizzare questa piattaforma per lanciare messaggi precisi e soprattutto concisi.
Ergo, un avvocato si affiderà Twitter per pubblicizzare un proprio sito e fornire delle pillole legali adatte a incuriosire gli utenti per poi attrarli verso il proprio Blog professionale, dove potranno trovare maggiori informazioni in merito.

LinkedIn, il luogo dove si creano relazioni professionali
LinkedIn è decisamente un luogo utile per collegare i professionisti tra loro.
Per utilizzarlo in modo proficuo, occorre partecipare attivamente e coltivare relazioni virtuali.
Sostanzialmente, è una piattaforma professionale più che un vero e proprio social, dove si costruiscono le relazioni con altri professionisti del settore. A differenza di altri social, dove i contenuti sono più “friendly,” come accennato in precedenza su Facebook, su LinkedIn sono importanti i contenuti, che dovranno essere interessanti per la cerchia di persone che vi sarete creati. Inoltre, i commenti devono essere focalizzati su post ove si conosce bene l’argomento o dove fare utili riflessioni professionali mettendo in campo il proprio sapere.
Per un legale sarà fondamentale creare una propria home page inserendo le proprie specializzazioni e abilità per differenziarsi dai competitor. Inoltre, lo scopo principale dell’utilizzo di questo consiste nel tessere relazioni con altri professionisti e aziende che operano in campi simili o di instaurare possibili collaborazioni senza aggiungere persone casuali.
In un mondo ove la concorrenza è sempre più spietata, è fondamentale la presenza online per qualunque libero professionista. Non essere presenti significa, senza ombra di dubbio, non esistere e dunque essere invisibili agli occhi degli utenti.

Valerio Andalò

 

Fonti
http://www.altalex.com/documents/news/2017/10/09/facebook-per-avvocati
http://www.repubblica.it/tecnologia/social/2017/11/07/news/twitter_e_ufficiale_ora_puoi_postare_fino_a_280_caratteri_ma_la_brevita_resta_la_nostra_forza_-180505237/
https://www.diritto.it/linkedin-per-avvocati/

 

Circa Staff

Staff

Redazione

Leggi Anche

Cassa integrazione come ritorsione – Tribunale di Milano, sentenza n. 2235/2018, giudice Saioni

Leggi il commento a sentenza REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO TRIBUNALE DI MILANO SEZIONE …

Lascia un commento