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4 passaggi per creare un profilo LinkedIn vincente che un professionista dovrebbe seguire

Ormai si sa, è inutile tracciare una netta linea di distinzione tra il mondo online e quello offline. Con la digitalizzazione, questi due mondi si fondono e si intrecciano creando un un’unica identità, tanto di un’azienda quanto di un professionista di qualsiasi settore. Ovviamente, non è mancato il forte scetticismo in merito, soprattutto da parte di professionisti, come gli avvocati, che non trovano una forte motivazione per adeguarsi a questa evoluzione, pensando che se sino a ora le cose sono andate bene così, non c’è motivo o un fattore positivo di cambiamento.

Il problema sostanziale è che come nell’ambiente offline bisogna avere pazienza per vedere dei risultati, anche nell’ambiente online funziona allo stesso modo. Si parla di due ambienti in cui la differenza risiede nel mezzo utilizzato, non nel cambiamento della persona stessa ma nella sua attitudine ai nuovi servizi offerti. L’avvocato, non smette di svolgere i suoi compiti nel quotidiano, ma si evolve, si adatta al cambiamento entrando a far parte dell’ambiente online. Per intenderci, la figura dell’avvocato è sempre la medesima, che sia avvocato tradizionale o avvocato online, quello che cambia è il mezzo che usa per creare relazioni con altri professionisti, commentare fatti in cui è specializzato, cercare nuovi clienti insomma, fare quello che fa ogni giorno.

Nel 2017 i social sono stati utilizzati da un professionista su due, poiché questi sono riusciti a entrare nella vita tanto personale quanto professionale delle persone, dove alle condivisioni di foto, meme, ricordi, si affiancano la creazione di una propria identità sui social, che corrisponde ovviamente a quella reale, dove le persone dialogano e creano reti personali e professionali con le persone desiderate. Eurostat, nel 2017, certifica che il 47% delle aziende e dei professionisti europei hanno utilizzato almeno un social. Più precisamente, in Italia, il 44% delle aziende e professionisti italiani sono presenti sui social. Strumenti come Facebook e LinkedIn dominano le classifiche e questo perché le persone ne hanno visto e capito le potenzialità che nascondono e le distinzioni sostanziali tra di loro. Facebook infatti è utilizzato per dialogare con i clienti mentre LinkedIn per dialogare con i potenziali collaboratori.

Ora, parlando in particolare del social professionale per eccellenza, LinkedIn per l’appunto, ci sono 4 passaggi fondamentali che un qualsiasi professionista, nel nostro caso l’avvocato, deve seguire per crearsi un profilo, un’identità vincente:

  1. la foto del profilo: Potrà sembrarvi banale, ma la maggior parte delle persone sbagliano a scegliere la foto da utilizzare per il proprio profilo. Questo accade perché usano i social indistintamente, senza curarsi delle loro distinzioni, audience e ruolo sociale. Scegliere un’adeguata fotografia rende efficace la comunicazione visiva La foto da utilizzare deve essere in primo piano, dove il soggetto è rappresentato dalle spalle in su e dove il volto è incorniciato in una piccola porzione di spazio, meglio ancora se neutra. Lo sguardo fisso e dritto, dà la sensazione che si stia mettendo in atto la comunicazione visiva con la persona che sta visitando il vostro profilo, dando un segno di sicurezza e convinzione. Le foto di coppia o con l’amico a quattro zampe tanto adorato potete quindi lasciarle per il profilo personale su Facebook, lì verranno sicuramente più apprezzate;
  2. le informazioni devono essere veritiere: capita, molto spesso, che le informazioni che si scrivano siano poco veritiere. Come in un curriculum vitae, LinkedIn chiede delle informazioni basilari, nome e cognome, titolo di studi e università frequentata, un breve riepilogo sul soggetto, personale e professionale che sia. Evitate di scrivere cose che non vi frutteranno una buona immagine. In queste “poche righe” spiegate chi siete, ma chi siete veramente. Tutto sta nel come decidete di raccontare voi stessi, nella convinzione e nelle parole usate;
  3. evitate di aggiungere persone che non conoscete: LinkedIn, dà la possibilità ai professionisti di creare la propria rete professionale e di scegliere di aggiungere solo le persone con cui veramente si ha qualcosa in comune. Mentre su Facebook, nella maggior parte delle volte, si aggiungono anche persone a caso, su LinkedIn sarebbe meglio non accettare persone che non si conoscono. Essendo un social più legato all’ambito lavorativo, accettando persone molto lontane dal vostro profilo professionale, vi ritroverete la bacheca intasata di nozioni inutili e contenuti poco interessanti. Molte persone, non conoscendo la differenza sostanziale dei social, li utilizzano tutti indistintamente, pubblicando foto di gattini o, ancor peggio, scrivendo stati come “Buongiornissimo, caffèèè???!” come capita su Facebook. Quindi, evitate di accettare sconosciuti o meglio, persone che non hanno niente a che fare con la vostra attività professionale;
  4. commentate solo contenuti di vostra competenza: in molti casi si commenta solo per commentare, per dire qualcosa. Molti sono i commenti vuoti, privi di significato e inappropriati, quindi, prima di commentare, rifletteteci bene. Essendo un social più professionale, la community di LinkedIn farà più caso ai commenti lasciati dalle persone. Se su Facebook a volte passano inosservati per le moltissime persone che vogliono dire la loro, su LinkedIn non è proprio così. Le persone peseranno di più le parole che usate, come commentate e, soprattutto, cosa commentate. Quindi il consiglio è di farlo solo con contenuti di cui conoscete bene l’argomento. Ovviamente, ci possono essere diversi punti di vista e questo è un bene per i professionisti, poiché si trovano a dialogare con persone capaci e competenti, confrontandosi e migliorandosi a vicenda.

 In conclusione, va nuovamente sottolineato il fatto che ogni social corrisponde a un ambiente. Ogni piattaforma ha la sua audience, dove ci sono sono regole ben precise da seguire. Non bisogna utilizzare tutti i social allo stesso modo, poiché il risultato che si otterrà sarà un risultato negativo. Pensate bene a chi volete rivolgervi e, in base a quello, scegliete i social più appropriati.

 

Fonti
http://www.infodata.ilsole24ore.com/2018/02/03/facebook-twitter-linkedin-le-imprese-usano-social-media/
http://www.federica.unina.it/sociologia/laboratorio-audiovisuale/tipi-di-inquadrature-campi-e-piani/

 

Arianna Ivana Patelli

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