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Autovelox: vigile multato, ma la multa va annullata

Fermo. Vigile urbano in servizio multato per eccesso di velocità dai colleghi.
È il 24 di ottobre del 2017 quando una pattuglia di 3 agenti della polizia municipale di Fermo si apposta con autovelox mobile in via Leti all’altezza del civico 113/A per rilevare gli eccessi di velocità superiori al limite di 50 km/h. Alle ore 11.16 nella direzione monti – mare un’auto della medesima polizia locale viene rilevata a 57 km/h.

Il 31 ottobre al collega viene notificato il verbale dove si legge che la contestazione non è stata immediata in quanto il Velomatic 512 D «consente la determinazione dell’illecito solo quando il veicolo è già transitato dal posto di rilevamento della velocità e si trova nell’impossibilità di essere fermato in tempo utile o nei modi regolamentari».

In sede di discussione ho eccepito che il diritto di difesa è pieno solo nell’immediatezza del fatto.
La contestazione solo in via eccezionale può essere differita e non basta ripetere a verbale le formule di legge, occorre invece motivare e se richiesto provare le ragioni oggettive che hanno impedito all’automobilista di difendersi e verificare la legittimità dell’accertamento in corso.
In particolare nel caso di specie via Leti è in rettilineo, vi è una banchina laterale, l’auto procedeva a velocità modesta, dunque nulla impediva la contestazione immediata.
Peraltro se l’agente fosse stato fermato, egli avrebbe potuto osservare ai colleghi che la strada è in pendenza e verificare l’eventuale adozione, che a verbale non risulta, di quelle specifiche cautele, che se omesse viziano la rilevazione della velocità falsandola in eccesso.

Ugualmente se egli avesse avuto modo di difendersi nell’immediato avrebbe pure potuto contestare che la segnaletica di controllo elettronico della velocità si confonde nel caso concreto con quella inerente una colonnina autovelox, pure essa presente sulla strada ma da tempo in disuso, ciò con conseguente difficoltà per l’automobilista di essere posto sull’avviso circa la rilevazione della velocità da postazione mobile.

L’agente della Polizia locale ricorre in giudizio, il Comune resiste, il Giudice di Pace di Fermo Avv. Giuseppe Fedeli accoglie il ricorso con sentenza n.162 del 4 maggio 2018. Si tratta di un precedente importante a garanzia del diritto degli utenti della strada alla contestazione immediata dell’infrazione.

«Non vi sono prove sufficienti della responsabilità» dell’automobilista quando questi “incappa” nell’autovelox posto «in corrispondenza di cunetta con pendenza accentuata». Verissimo che «il tratto percorso non impediva agli agenti accertatori di posizionarsi in modo da fermare l’autovettura». Multa annullata.

Avv. Andrea Agostini


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