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Biotestamento: la figlia in coma, padre “interprete” della sua volontà

La legge sul biotestamento e il consenso informato ha visto una delle sue prime applicazioni a Modena.
Il caso è quello di una ragazza da mesi in coma, quindi alimentata artificialmente e impossibilitata in qualsiasi tipo di comunicazione. Il padre ottantenne, secondo quanto stabilito dal Giudice, è stato nominato amministratore di sostegno, in grado perciò di decidere quali cure e quali terapie accettare o meno in nome della figlia. In più potrà ritirare la pensione e assolvere le pratiche burocratiche.

Il giudice del Tribunale di Modena, emanando la decisione, ha sottolineato come il padre debba impegnarsi ad agire nel miglior interesse della figlia, anche andando a ricostruire dal passato le volontà espresse a proposito di future cure sanitarie a breve o lungo termine. Un punto fondamentale quando ci si trova in assenza delle Dat (ovvero, il biotestamento scritto) e che sancisce l’importanza della sentenza emessa. In questo senso, il tutore dovrà sì prestare il consenso o meno ai trattamenti sanitari, ma anche redigere con cadenza annuale un resoconto scritto sulle attività svolte in nome del beneficiario e sullo stato di salute di quest’ultimo.
Sotto responsabilità del padre anche gli aspetti patrimoniali – quindi la riscossione dello stipendio o la pensione –, ma con l’obbligo di investire il capitale in titoli obbligazionari fruttiferi.

Non mancano le reazioni entusiastiche. «La decisione è stata presa in forza dell’articolo 3 della legge sulle Dat, Disposizioni anticipate di trattamento, che regola nel dettaglio il consenso informato per quanto riguarda i minorenni e le persone incapaci psichicamente». Lo ha affermato Donata Lenzi, prima firmataria della legge approvata pochi mesi fa. «Se per i minorenni automaticamente decidono i genitori, a volte sentiti i figli più grandi, per chi non è in grado di esprimere un consenso si nomina un tutore, un amministratore di sostegno. In questo caso è stato il padre: la stessa cosa che avrebbe voluto anni fa Beppino Englaro per difendere le volontà di sua figlia Eluana».

 

Fonte: Repubblica.it

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