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Cassa Forense e rimborso contributi – Tribunale di Verona, sentenza n. 224/2018, sezione Lavoro

Il Tribunale di Verona, con sentenza n. 224/2018, ha rigettato il ricorso con il quale il ricorrente, avvocato che era stato iscritto all’ordine per pochi mesi tra il 2007 e il 2008 e attualmente risiedente in un altro Paese dell’Unione Europea come dipendente di una società extracomunitaria, richiedeva la restituzione dei contributi versati ex art. 21, legge n. 576/1980.

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CASSA FORENSE – SISTEMA CONTRIBUTIVO – RESTITUZIONE DEL VERSATO – ENTE PRIVATIZZATO – SOLIDARIETÀ – RIGETTO
Alla luce del sistema contributivo su cui si basa la Cassa Forense, il soggetto che sia stato iscritto per meno di cinque anni, previsti per l’erogazione del minimo di trattamento pensionistico previsto dal Regolamento interno, non può richiedere la restituzione di quanto versato, in quanto, astrattamente, la parte ricorrente potrebbe in futuro cumulare il monte contributivo minimo richiesto.

 

CASSAZIONE 19981/2017
CASSA FORENSE – SISTEMA CONTRIBUTIVO – RESTITUZIONE DEL VERSATO – ENTE PRIVATIZZATO – ABROGAZIONE TACITA –  SOLIDARIETÀ – RIGETTO
È coerente con la facoltà di optare per il sistema contributivo, in quanto comportante un palese ampliamento dell’area di utilizzabilità a fini pensionistici dei contributi versati legittimamente dalla Cassa, la previsione che prevede l’impossibilità di restituire i contributi medesimi, rispettosa dei limiti dell’autonomia degli enti previdenziali privatizzati e idonea ad abrogare tacitamente la contraria previsione del diritto alla restituzione dei contributi non utilizzabili a fini pensionistici.

DECRETO MINISTERIALE 28 SETTEMBRE 1995, ARTICOLO 4: «Tutti i contributi versati legittimamente alla Cassa Nazionale di Previdenza e Assistenza Forense non sono restituibili all’iscritto o ai suoi aventi causa, a eccezione di quelli relativi agli anni di iscrizione dichiarati inefficaci ai sensi dell’art. 22 ultimo comma L. n. 576/80.»

 

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