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Cassazione: «Per assegno divorzile è giusto considerare il tenore di vita»

È ancora possibile tenere conto del tenore di vita goduto del matrimonio nel momento in cui si va a calcolare l’ammontare dell’assegno divorzile da corrispondere al coniuge più debole? Questo è l’interrogativo che il pg di Cassazione Marcello Matera ha sottoposto alle sezioni unite della Suprema Corte. La decisione, che deve arrivare entro un mese, è la seguente: si deve confermare o meno il verdetto “Grilli”, che tramite sentenza di Cassazione n. 11504 del 10 maggio 2017, ha archiviato la presa in considerazione del tenore di vita.

Insieme all’interrogativo si fa richiesta di accogliere il ricorso avanzato da L.C. nei confronti del marito O.C.; quest’ultimo, grazie al verdetto “Grilli”, era riuscito a ottenere l’annullamento della corresponsione mensile di un assegno divorzile da 4mila euro. Prima del divorzio, i due si erano spartiti il patrimonio familiare di 7 milioni di euro: lui mantenendo l’azienda, lei facendosi liquidare la somma in appartamenti e contanti. Il matrimonio tra i due, durato una trentina d’anni, aveva visto entrambi i coniugi contribuire all’attività imprenditoriale alla quale decisero di dedicarsi. Nel primo grado di giudizio, ribaltato poi in appello, l’assegno divorzile era stato stabilito tenendo conto di una “disparità reddituale” tra i due.

«La premessa è che ogni singolo giudizio richiede necessariamente la valutazione delle peculiarità del caso concreto perché l’adozione di un unico principio di giudizio, come quello stabilito dalla sentenza ‘Grilli’ corre il rischio di favorire una sorta di giustizia di classe», motiva la sua richiesta il pg Matera, andando poi a sottolineare che «si può anche convenire sul fatto che il criterio dell’autosufficienza – ha proseguito Matera – può essere preso come parametro di riferimento, ma non si può escludere di rapportarsi anche agli altri criteri stabiliti dalla legge quali la durata del matrimonio, l’apporto del coniuge al patrimonio familiare, il tenore di vita durante il matrimonio».

 

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