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Commento a sentenza: Tribunale di Verona, n. 538/2018

La sentenza n. 538/2018 del Tribunale di Verona ha oggetto la delimitazione dei confini di un parcheggio all’interno di un complesso condominiale. In particolare, il ricorrente dichiarava che da quando era stata costruita una scala antincendio, in prossimità dell’area di manovra vicina al proprio posto auto, erano risultate più difficili sia le manovre di parcheggio, sia il passaggio delle autovetture nella corsia di transito, tanto che queste erano costrette a invadere parte del posto auto dell’attore, impedendogli lo sfruttamento globale del parcheggio e menomando il suo diritto legittimo.
Parte convenuta, invece, dichiarava che non vi fosse nessuna menomazione giuridica, in quanto la scala antincendio era del tutto legittima, oltre a contestare la forma geometrica del parcheggio dichiarata da parte attorea.

Prima di analizzare il caso di specie, è bene ricordare che a norma della sentenza n. 23708/2014 della Cassazione «la mera commoditas di parcheggiare l’auto per specifiche persone che accedano al fondo non può in alcun modo integrare gli estremi dell’utilità inerente al fondo stesso, risolvendosi, viceversa, in un vantaggio affatto personale del proprietario».
Esaminando, ora, la prima questione, la richiesta attorea è quella della rimozione della scala contestata. Il giudice rigetta quanto chiesto, in quanto il collocamento di tale manufatto era stato deliberato da una valida assemblea condominiale senza che vi fosse nessuna impugnazione, unico metodo legittimo per richiedere un diverso posizionamento della scala controversa.
In secundis, parimenti, il giudice accoglie la qualificazione geometrica rilevata da parte convenuta, rigettando la richiesta attorea.
La CTU ha rilevato la presenza di due mappe catastali, la prima affermante che il parcheggio era trapezoidale, la seconda rettangolare; preso atto che quest’ultima era viziata da errori, essa risultava scarsamente attendibile, dovendo prendere in considerazione quindi la forma trapezoidale del parcheggio, con uno spazio più limitato rispetto alla prospettazione attorea.
La forma trapezoidale esclude sia l’aggravamento del transito, dovuto al manufatto, sia la liceità del passaggio di veicoli altrui.

Al giudice non resta che rigettare tutte le richieste attoree, errate ma non temerarie, a causa della molteplicità di documenti e la presenza di una planimetria catastale difforme.

Dott. Michel Simion

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Circa Michel Simion

Michel Simion

Dottore in Giurisprudenza, Università degli Studi di Verona. Tesi in diritto costituzionale giapponese, appassionato di letteratura asiatica.

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