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Corte Costituzionale: voto degli italiani all’estero e questioni “inammissibili”

Inammissibile la questione di legittimità sollevata dal Tribunale di Venezia in occasione del referendum costituzionale del 2016. A essere messe in discussione sono state varie disposizione previste dalla legge n. 495 del 2001 riguardante il voto degli italiani all’estero, le quali sarebbero entrate in contrasto con l’art. 1, II comma, (principio di sovranità popolare) e i commi II, III e IV dell’art. 48 (personalità, libertà e segretezza del voto ed effettività del voto all’estero) della Costituzione.

Giudizio della Corte è che, in ambito referendario, è inammissibile chiedere in via preventiva al Tribunale di sollevare la questione di costituzionalità di leggi elettorali. La legge sui referendum (compreso il regolamento di attuazione) prevede che si può proporre reclamo contro le operazioni di voto rivolgendosi all’Ufficio centrale per la circoscrizione estero e, successivamente, che possa intervenire anche l’Ufficio centrale per il referendum presso la Corte di Cassazione. Solo quest’ultimo è l’organo legittimato a sollevare incidenti di costituzionalità, non certo un tribunale ordinario.

Dato l’errore, cade la questione sollevata dal Tribunale di Venezia.

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