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Cosa c’entra una sentenza della Corte Suprema USA con la filosofia del linguaggio?

Può una Sentenza della Corte Suprema Americana diventare famosa tra i filosofi del linguaggio? Eccome: stiamo parlando del caso Smith vs United States deciso dalla Suprema Corte nel 1992.

Il fatto è questo: il ricorrente Smith si procurò una partita di cocaina da un agente sotto copertura usando una pistola come merce di scambio. Il titolo 18° del Codice degli Stati Uniti prevede una particolare aggravante per il traffico di stupefacenti condotto con l’utilizzo di un’arma da fuoco; letteralmente: «During and in relation to […] [a] drug trafficking crime[,] uses […] a firearm». Nel pronunciare la sentenza, la Corte fece ricorso ad un’interpretazione letterale del termine “uses”; la norma, sostenne, non pretendeva che una pistola dovesse essere usata “come un’arma”, ma si riferiva invece a tutti i modi in cui un’arma da fuoco potesse facilitare il traffico di stupefacenti.

In altre parole, per la Corte, scambiare un’arma da fuoco per una partita di cocaina rientrava nelle possibili accezioni dell’espressione “usare un’arma da fuoco”.  La decisione stride con il significato generalmente attribuito al verbo “to use” che, nel senso quotidiano del termine, significa adoperare qualcosa nel modo e per la funzione a cui è destinato. Per la Corte il fatto che il significato più familiare del termine “use[ing] a firearm” fosse usarla (use) come un’arma, non escludeva tutti gli altri modi in cui una pistola poteva essere usata. Qual è la giusta interpretazione della legge?

Il caso Smith vs United States è forse uno dei casi più eclatanti in cui interpretazione semantica e pragmatica del testo confliggono a tal punto da determinare in senso opposto la decisione. Qui entra in gioco la filosofia del linguaggio e le ricadute che i fenomeni linguistici hanno sulla realtà. Il criterio ermeneutico messo in pratica dalla Corte segue senz’altro l’approccio semantico: la preferenza è data all’interpretazione letterale del testo. Al contrario un’interpretazione pragmatica avrebbe dato priorità al contesto, interrogandosi ad esempio su quale fosse il significato più comunemente usato dell’espressione “uses […] a firearm”. Ci domandiamo cosa sarebbe successo a Smith se i supremi giudici fossero stati discepoli di questa seconda corrente.

Testo completo della sentenza

 

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