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Diffamazione via Facebook: una condanna a Sassari

Può configurarsi diffamazione sui commenti di Facebook? Certo.
È il caso di un uomo di 68 anni proveniente da Alghero, condannato dal Tribunale di Sassari a pagare una multa di 800 euro (provvisionale di 3mila euro), al risarcimento da stabilirsi davanti al giudice civile e al pagamento delle spese della parte civile. Tutto ciò per aver rivolto accuse non vere e parole denigratorie sul profilo Facebook di un’azienda.

Il fatto coinvolge la Domenico Manca Spa, l’azienda produttrice dell’Olio San Giuliano. In seguito a una condivisione da parte del sindaco di Alghero di un servizio de «Il Sole 24 Ore» dedicato, l’impresa ha ricevuto sui social molte condivisioni e commenti di apprezzamento. Poi, un giorno, tutto cambia: all’improvviso appare un contenuto diverso dagli altri e dai toni piuttosto forti. Come spiega l’avv. Sebastiano Chironi, «nel commento l’autore non si è limitato a esprimere una critica ma ha usato parole pesanti e offensive oltre che false, offendendo e creando un danno all’azienda di Domenico Manca». Di conseguenza è stato presentato un esposto in Procura.

Identificato il colpevole tramite l’aiuto della Polizia postale, poiché era stato utilizzato un nome falso, non tarda ad arrivare il processo con la condanna per diffamazione.
L’avv. Chironi, in sede processuale e basandosi su precedenti procedimenti di Cassazione, ha voluto ricordare che «la diffusione di messaggi e conversazioni con le modalità consentite dall’utilizzo di una bacheca Facebook ha potenzialmente la capacità di raggiungere un numero indeterminato di persone». Un danno che, indubbiamente, può anche avere conseguenze incalcolabili.

Tutto ciò può essere visto come monito, rivolto sia alle nuove generazioni sia a quelle un po’ più avanti con l’età. Troppo spesso ci si trova a sottovalutare le conseguenze di un commento lasciato sui social network, convinti che lo schermo del dispositivo in uso sia uno scudo in grado di proteggerci dalle nostre stesse azioni. Tuttavia, lo schermo è solo una sottile barriera, mentre il buon senso è l’unico fattore determinante in grado di distinguerci.
Ora, si spera, ci penserete due volte prima di scatenarvi contro chicchessia.

Circa Emanuele Secco

Emanuele Secco

Dottore in Editoria e Giornalismo.
Appassionato di scrittura, editoria (elettronica e digitale), social media, musica, cinema e libri.
Viaggio il più possibile, ma Budapest è sempre nel cuore.

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