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Enti Locali e legge Severino: legittima l’espulsione dei condannati prima dell’elezione

L’impianto normativo predisposto dalla Legge Severino non ha ancora esaurito gli argomenti di discussione. L’ultimo di questi è salito agli onori di cronaca grazie alla Corte Costituzionale, la quale ha decretato illegittima la questione di costituzionalità sollevata dal Tribunale di Lecce nei confronti dell’art. 11, comma I, lettera a), della suddetta legge, dove si prevede la sospensione dalla carica degli eletti negli enti locali che siano stati condannati in via non definitiva prima dell’elezione.

Secondo i giudici è ragionevole prevedere una forma di sospensione per quanti siano stati già condannati  in seguito a «determinati reati gravi o connessi all’esercizio di una funzione pubblica», anche se la condanna è avvenuta prima della candidatura. È ragionevole anche quanto previsto alla lettera b) dello stesso comma, nel quale si prevede un diverso trattamento se la condanna per reati meno gravi è stata pronunciata anche dopo l’elezione.

In conclusione, la Corte ha sentenziato che entrambe le questioni, nella loro ragionevolezza, non influiscono in alcun modo il diritto di elettorato attivo e passivo.

 

Fonte: Corte Costituzionale

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