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Facebook: Antitrust apre istruttoria, annunciati nuovi avvisi sulla privacy

A partire da questa mattina, Facebook provvederà ad avvisare gli utenti colpiti dal caso Cambridge Analytica. Lo ha confermato Mie Schroepfner, Chief Technology della piattaforma, in un post rilasciato il 4 aprile. In Italia, secondo stime ufficiali, sono circa 214.134 gli utenti colpiti.
Insieme all’avviso, gli utenti vedranno comparire sopra la sezione notizie un link che mostrerà le app utilizzate e le informazioni condivise tramite esse. Una facilitazione nella gestione della propria privacy, come spiegato da Schroepfer: «Gli utenti saranno in grado di rimuovere le app che non vogliono più,» si legge nel post. «Riteniamo che questo modifiche consentiranno di proteggere meglio le informazioni delle persone. Sappiamo di avere più lavoro da fare».

Intanto, sempre in Italia, l’Antitrust ha deciso di aprire un’istruttoria contro Facebook «per informazioni ingannevoli su raccolta dei dati». Come riportato nel comunicato stampa dedicato, si riscontrano pratiche commerciali scorrette per quanto riguarda:

  1. «l’informativa fornita dal professionista in fase di registrazione alla piattaforma Facebook, con riferimento alle modalità di raccolta e utilizzo dei dati dei propri utenti a fini commerciali, incluse le informazioni generate dall’uso da parte dell’utente Facebook di app di società appartenenti al gruppo e dall’accesso a siti web/app di terzi»;
  2. «l’automatica attivazione della piattaforma di scambio dei propri dati da/a terzi operatori per tutte le volte che l’utente accederà o utilizzerà siti web e app di terzi, con validità autorizzativa generale senza alcun consenso da parte dell’utente, con sola facoltà di opt-out. In particolare, l’opzione a disposizione dell’utente di rinunciare o meno a tale modalità risulterebbe preimpostata, tramite spunta nell’apposita casella, sul consenso al trasferimento dei dati».

La conferma arriva anche da un’intervista a Sky TG24 del presidente Giovanni Pitruzzella: «Quando ci iscriviamo a Facebook sulla homepage troviamo un messaggio che dice che il servizio è gratuito e lo sarà sempre. Ma il consumatore non è messo in grado di sapere che al contrario cede dei dati, per i quali ci sarà un uso commerciale, come dimostrano anche le recenti vicende». «Si tratta,» prosegue, «di problematiche nuove che involgono vari profili: c’è un profilo di tutela della privacy, per cui il regolatore di settore, l’Autorità per la privacy, nazionale e europea, sta intervenendo; c’è un profilo di nuove regole, occorrono regole adeguate ai tempi a cui sta pensando l’Autorità per le Comunicazioni, c’è poi un profilo di tutela del consumatore, noi siamo stati chiamati a intervenire dalle associazioni di tutela del consumatore, e riteniamo che i messaggi devono essere chiari, precisi, non ingannevoli, su cosa le piattaforme come Facebook fanno della nostra identità digitale».

L’attenzione di Facebook, ora, si rivolge anche agli inserzionisti: Mark Zuckerberg ha annunciato nuovi e mirati controlli sulle identità di chi crea post sponsorizzati, chiedendo la conferma dell’identità prima di poter proseguire con la creazione di un qualsiasi annuncio sulla piattaforma. Una misura in più per prevenire influenze straniere nelle elezioni.

Circa Emanuele Secco

Emanuele Secco

Dottore in Editoria e Giornalismo.
Appassionato di scrittura, editoria (elettronica e digitale), social media, musica, cinema e libri.
Viaggio il più possibile, ma Budapest è sempre nel cuore.

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