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Legge di Bilancio 2018: lavoro, giovani, formazione

Giovani e formazione. Questi tra i punti salienti che compongono la Legge di Bilancio che ha ricevuto il via del Consiglio dei Ministri. Un pacchetto lavoro piuttosto consistente che, secondo il premier Paolo Gentiloni, smentisce le voci pessimistiche risalenti a qualche mese fa, secondo le quali la manovra sarebbe stata “lacrime e sangue”. «Credo che questa manovra sia una tappa molto importante nella strada che l’Italia sta facendo», ha sottolineato ancora Gentiloni, «confido che questa decisione troverà il sostegno convinto del Parlamento, della maggioranza e in generale il senso di responsabilità del Parlamento».

Di seguito, i punti principali in tema lavoro:

Giovani, assunzione e occupazione
Previsti nuovi sgravi contributivi per le assunzioni dei giovani, valevoli per il solo 2018 e per lavoratori fino a 35 anni di età. La decontribuzione sarà al 50% per tre anni sulle assunzioni a tempo indeterminato. Il limite di età, invece, riguarderà solo le assunzioni effettuate nel 2018 (già dall’anno successivo si tornerà al limite dei 29 anni). Lo sgravio fiscale, invece, potrà arrivare al 100% per le assunzioni al Sud.
Il tetto massimo è stato fissato a 3.250 euro, ma non è escluso che con il testo definitivo della manovra (atteso in Parlamento entro il 20 ottobre) si possa alzare ancora, senza però superare il tetto dei 4mila euro.

Oltre a quanto già esposto rimane da capire se avverrà o meno la conferma del bonus previsto (già dalla manovra 2017) per l’assunzione di giovani entro sei mesi dalla conclusione del ciclo di studi con decontribuzione al 100%.

Altre misure, invece, riguardano le risorse per il rinnovo del pubblico impego e l’assunzione di 1.500 ricercatori universitari.

Formazione
Previsti anche incentivi per la formazione on the job: credito d’imposta al 50% su un tetto di spesa pari a 1 milione di euro. L’applicazione avverrà secondo gli accordi aziendali di secondo livello, e riguarderà l’intera spesa in formazione 4.0 sostenuta dall’azienda.

Piano Industria 4.0
Proroga al 2018 per il superammortamento riguardanti investimenti in bene strumentali, che però scende al 130% rispetto al 140% dell’anno precedente. A quanto pare, però, l’agevolazione rimarrà al 140% per quanto riguarda l’acquisto di software. Rimane, inoltre, al 250% l’iperammortamento riguardante gli investimenti in macchinari digitali.

Queste e altre misure sembrano confermare in toto il sentimento ottimista che traspare dalle parole del premier Gentiloni, il quale afferma che quello prodotto dalla manovra «sarà un bilancio utile per sostenere il percorso della crescita e proseguire nel percorso di stabilizzazione finanziaria del nostro Paese».

 

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