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Pensava di aver vinto al Lotto ma era un errore della Tv. Nessun risarcimento

La lettura di una combinazione sbagliata in Tv le provoca uno shock. Ma la rettifica arriva troppo velocemente. Il giudice decide che non ha diritto al risarcimento per danni morali.

Il sogno è durato un attimo. E si è infranto sullo schermo di un televisore. Ma nonostante la tachicardia e lo stato di stordimento provato, il giudice ha deciso che non può essere riconosciuto  il risarcimento per danni morali a una cittadina emiliana che, a causa di un’erronea lettura dei numeri del lotto in Tv, per mezzo minuto ha pensato di essere diventata milionaria.

Certo non deve essere stato facile per la signora C.G che, sintonizzata sul canale  tv per le Estrazioni Del Lotto,  a causa di un errore di lettura da parte del conduttore del programma, per circa mezzo minuto ha pensato di aver in mano la soluzione vincente della cifra di 36 milioni di euro. Dopo circa 27 secondi però una schermata nera del canale televisivo dove si era precedentemente data lettura della sestina vincente, indicava che la precedente combinazione numerica, quella che avrebbe consentito alla signora di divenire milionaria, si riferiva ad un’altra settimana ed era dunque erronea.

Il tonfo. La signora ha cominciato a accusare un battito accelerato che, ha riferito ai giudici del tribunale di Reggio Emilia  per istituire un contenzioso contro la società che gestisce il servizio  tv, l’ha costretta ad interpellare un medico. Tutto questo, secondo il legale della signora, provocato dal forte shock derivante dall’erronea lettura dei numeri e la successiva rettifica. Motivo per cui la donna si è decisa ad agire “per ottenere il ristoro dei danni subiti”, si legge nella sentenza emessa dal giudice del tribunale di Reggio Emilia, Simona Di Paolo.

“Occorre poi ricordare – sempre nei documenti del Tribunale –  come la giurisprudenza sia particolarmente rigorosa nell’ammettere la risarcibilità del c.d danno da shock, il quale per essere risarcibile, non solo deve essere medicalmente accertabile ma deve manifestarsi fisicamente e sostanziarsi in disturbi psico patologici  di una certa durata nel tempo”, aggiungendo inoltre che la Cassazione si è già espressa in tal senso richiedendo che vi sia “un adeguato motivo per lo shock” individuabile ad esempio nella “morte o lesioni proprie e di un prossimo congiunto ed escludendola nel caso in cui, ad esempio, lo shock sia stato causato dalla notizia di un danno patrimoniale”.

Secondo il giudice, il lasso di tempo di 27 secondi che è intercorso tra la lettura della sestina sbagliata e la successiva rettifica, “è stato talmente ridotto da escludere che possa aver ingenerato nell’attrice una convinzione stabile e, soprattutto, consapevole in ordine alla vincita di 36 milioni di euro, tale da comportare dei riflessi di natura psicologica, risultando difficile attribuire a tale limitatissimo arco temporale la capacità di incidere in modo duraturo sulla sfera psichica e morale dell’attrice”.

In definitiva il Giudice di Reggio Emilia non ha accordato la richiesta di risarcimento alla povera signora alla quale rimarrà solo l’amara consolazione di essere diventata milionaria, anche se per mezzo minuto.

Qui la Sentenza del Tribunale di Reggio Emilia

Circa Stefania Di Ceglie

Stefania Di Ceglie
Giornalista

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