Home / News giuridiche / Social network e notizie: relazione complicata a causa delle fake news

Social network e notizie: relazione complicata a causa delle fake news

La tendenza a ricercare notizie tramite i social network è in diminuzione.  Le cause, tra le altre, sarebbero riconducibili a incomprensioni relative alla privacy, alle fake news e a un linguaggio ritenuto non appropriato. Queste sono le conclusioni che si evincono dal Digital News Report 2018 a firma Reuters.
Lo studio, effettuato su 74mila individui di 73 Paesi tra cui l’Italia, è stato condotto dal Reuters Institute for the Study of Journalism e dall’Università di Oxford, insieme a YouGov.

I dati riportati mettono in evidenza che solo il 23% degli utenti si fida delle notizie condivise sui social. Tale dato dovrebbe spingere gli editori a lavorare su un giornalismo rilevante e di qualità, ricorda Rasmus Kleis Nielsen, uno degli autori del rapporto.
Cade l’utilizzo di Facebook in tal senso: solo negli Stati Uniti si è registrata una diminuzione del 9% rispetto all’anno scorso, con una caduta ancora più grave tra i giovani (-20%), ovvero la popolazione che dovrebbe usufruire dei social in maniera maggiore; dati che potrebbero essere conseguenza diretta dei continui cambiamenti all’algoritmo che determina la comparsa delle notizie. Nel contempo aumenta la fruizione di Whatsapp, Instagram e Snapchat.

L’utenza non è più insensibile al tema delle fake news. Oltre la metà degli intervistati, il 54%, è preoccupata del fatto che le notizie trovate sui social siano un’accozzaglia di falsità. Dati molto alti in Brasile (85%), Spagna (69%) e Stati Uniti (64%) nei quali le attività politiche si combinano ad un uso elevato dei social media.
Per la maggior parte degli intervistati, poi, risolvere il problema delle fake news spetta sia agli editori (75%) sia alle piattaforme aggregatrici di notizie (71%).

Per il settore la buona novella giunge dal Nord Europa, con la Norvegia in testa per la disponibilità di pagare per ottenere notizie online (30%). Le donazioni, invece, hanno preso piede in Spagna, Stati Uniti e Regno Unito.

 

Fonte: Ansa.it

 

Circa Emanuele Secco

Emanuele Secco

Dottore in Editoria e Giornalismo.
Appassionato di scrittura, editoria (elettronica e digitale), social media, musica, cinema e libri.
Viaggio il più possibile, ma Budapest è sempre nel cuore.

Leggi Anche

Corte di Cassazione: sentenza n. 14929 del 08/06/2018, sez. Tributaria

Materia – Impugnazioni Civili Presidente – B. Virgilio Relatore – A.M. Perrino «La Sez. Tributaria ha precisato che …

Lascia un commento