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Test inadeguati per la patente di guida. La denuncia dell’Aifvs

Una recente denuncia dell’Aifvs (Associazione italiana familiari vittime della strada) afferma che, nonostante la reintroduzione parziale del certificato anamnestico al fine di ottenere la patente di guida, sono troppe le persone che nascondono malattie invalidanti o deficit visivi che possono influire su una guida in piena sicurezza. Il tutto si basa sulle segnalazioni operate dai medici abilitati alle visite di idoneità e dai dati raccolti dagli studi di un progetto che ha analizzato una gran quantità di referti visivi giudicati incompleti.

Non è impossibile nascondere le malattie invalidanti. Il certificato anamnestico, infatti, non è obbligatorio in fase di rinnovo della patente. Il tutto, come si può intuire, viene rimesso all’autocertificazione dell’utente interessato, il quale potrebbe anche non sapere della malattia e riuscire a scampare un’accusa per falsa dichiarazione.
Lo stesso vale per i requisiti visivi. Esami approfonditi vengono operati solo sui soggetti che in autonomia dichiarano di essere soggetti a precise patologie quali miopia degenerativa, retinopatie, maculopatia, glaucoma, cataratta, cheratocono evolutivo e molte altre. È vero anche che in molti non sono nemmeno a conoscenza di soffrire di tali disturbi. Solo tramite autocertificazione, come già introdotto, si può essere sottoposti a esami più specifici come quelli sul campo visivo, sulla visione crepuscolare, la sensibilità all’abbagliamento e al contrasto. Esami che, sempre secondo l’Aifvs, presentano parametri inadeguati.

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