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Tribunale Mantova: foto dei minori sul web solo con il consenso di entrambi i genitori

19 settembre 2017. Mantova.
Il Tribunale si trova impegnato a determinare in tema di «inserimento delle foto di figli minori si social network nonostante l’opposizione di un genitore».
Protagonisti due genitori separati con due figli molto piccoli (uno di 3 anni e l’altro di 1). A seguito dell’ottenimento dell’affidamento di entrambi i figli da parte della madre, era stato stabilito che questa non dovesse più pubblicare le foto dei figli sui social e, di conseguenza, rimuovere quelle giù postate. Un impegno non rispettato, e che ha obbligato il padre a fare ricorso affinché venissero riviste le «condizioni regolanti i rapporti genitori/figli alla stregua di supposti gravi comportamenti diseducativi posti in essere dalla madre».

La sentenza emessa dal Tribunale di Mantova dà ragione al padre, in quanto il comportamento della madre:

  1. contravviene a un accordo col padre;
  2. viola l’art. 10 c.c. in tema di diritto all’immagine;
  3. viola gli artt. 4,7,8 e 145 del d. lgs. 30 giugno 2003 n. 196 riguardanti la tutela della riservatezza dei dati personali;
  4. viola gli artt. 1 e 16 I co. della convenzione di New York del 20.11.1989 sui diritto del fanciullo, ratificata dall’Italia con legge 27 maggio 1991 n. 176.

Una sentenza inappuntabile, secondo il penalista Carlo Blengino intervistato su Repubblica, in quanto «tiene conto pure del GDPR, il nuovo Regolamento europeo in materia di protezione dei dati personali che entrerà in vigore nel 2018 in tutti i paesi della UE, il quale prevede un canale di tutela preferenziale del minore rispetto all’adulto».

Una sentenza di cui è bene tenere conto, soprattutto nell’era social. Troppo spesso, infatti, genitori disattenti condividono fotografie dei propri figli minori. Una pratica che può portare a danni immediati, si consideri il continuo scambio di materiale pedo-pornografico, e a lunga portata.
È bene ricordare che coloro i quali subiranno il danno maggiore non sono certo i genitori, ma i figli stessi, inconsapevoli possessori di album fotografici indelebili fin dai primi giorni di vita.

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