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I Tribunali respingono più della metà dei ricorsi per asilo politico

Nei primi otto mesi del 2017 sono state accettate dai tribunali più di un terzo delle richieste effettuate da migranti per l’asilo, rigettate in un primo momento dalle commissioni territoriali. Lo comunicano i dati del ministero dell’Interno, ottenuti da «La Stampa».

Secondo i dati del ministero della Giustizia, infatti, tra il 2010 e il 2016 sono stati circa 365mila gli stranieri che hanno richiesto di rimanere in Italia dopo essere fuggiti dal proprio Paese. Le domande fatte vengono inizialmente esaminate dalle commissioni territoriali, le quali (anche in base alla situazione del Paese d’origine) valutano se le domande sono meritevoli di accettazione o meno.

Di tutte le domande arrivate negli ultimi anni, il 40% è stato accettato al primo colpo, il 35% è stato rigettato, mentre il resto è ancora in attesa. In caso di rifiuto, esiste però la possibilità di presentare un reclamo in tribunale. È così che ben il 53,7% dei richiedenti asilo è riuscito a vincere il ricorso.

Tuttavia, come è possibile una tale differenza tra decisioni dei tribunali e quelle delle commissioni territoriali? Secondo le associazioni che si occupano di immigrazione, le commissioni sono così rigide nel concedere l’asilo in risposta alle pressioni arrivate negli ultimi anni dalla politica. Un altro motivo può essere la formazione delle commissioni territoriali stesse, incrementate di numero per cercare di risolvere la questione degli sbarchi.

Una volta entrati in Italia, i richiedenti asilo sono sottoposti a diversi tipi di protezione. Possono ottenere lo status di rifugiato, nel caso in cui in patria fossero perseguitati a causa di razza, religione, nazionalità, gruppo sociale o orientamento politico. Quando non sussistono queste condizioni ma vi è il rischio che il migrante, una volta tornato nella propria terra, subisca un grave danno, vi è la protezione sussidiaria. Diversa è la protezione umanitaria, occorrente per cause umanitarie o risultanti da obblighi costituzionali dello Stato italiano.

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