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Veneto: i vaccini sono obbligatori

Con udienza del 22 novembre, la Corte Costituzionale ha respinto tutte le questioni avanzate dalla Regione Veneto sulla costituzionalità del decreto legge 73/2017, poi convertito in legge 119/2017, in tema di obbligatorietà di vaccinazione per i minori di 16 anni. Quest’ultima era stata sospesa a gran voce dalla Regione mettendo in discussione non l’efficacia o meno dei vaccini, ma la loro obbligatorietà.
È da specificare che in Veneto era già prevista una norma simile, ma la prevenzione avveniva tramite persuasione.

Per la Consulta l’obbligatorietà prevista dalla legge viene giustificata anche solo dal calo di coperture vaccinali, ma non mancano delle motivazioni che vanno più nello specifico:

  1. la norma a legge è a tutela della salute individuale e collettiva, «fondata sul dovere di solidarietà nel prevenire e limitare la diffusione di alcune malattie»;
  2. le 10 vaccinazioni sottoposte a obbligo erano già previste e raccomandate dai piani nazionali precedenti.

«I vaccini sono una conquista della scienza e una delle più importanti misure di prevenzione esistenti», ha commentato su Twitter il Ministro della salute Beatrice Lorenzin, rimarcando l’azione del governo in tale ambito. Non entusiasta, come c’era da aspettarsi, il Presidente della Regione Veneto Zaia, il quale scrive su Facebook: «Rispetteremo la sentenza della Consulta sull’obbligo vaccinale. Mi si lasci dire però che noi abbiamo difeso il modello veneto che funziona da 10 anni, che punta sull’informazione e sulla condivisione con le famiglie, che ha registrato aumenti di copertura significativi seguiti a un calo poderoso registrato in tutta Italia. Le fake news vanno combattute con l’informazione, non con la coercizione».

Proprio in tema di fake news, è meglio fare luce su alcuni aspetti chiave della legge in vigore:

  1. le sanzioni amministrative vengono portate da un intervallo compreso tra i 500 e i 7.500 € a una cifra compresa tra i 100 e i 500 €. Tali sanzioni, però, vengono sempre precedute da incontri informativi con le famiglie e il personale medico, così da favorire un’adesione consapevole;
  2. non è vero che si prevede l’esclusione del minore dalla scuola dell’obbligo in caso di mancata vaccinazione. Egli verrà inserito in classi in cui gli altri alunni sono vaccinati, così da far valere il concetto di immunità di gregge.

 

Fonte: IlSole24Ore

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