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Violenza domestica: circa 427mila minori assistono ai soprusi. L’allarme di Save the Children

I dati emersi dal nuovo dossier rilasciato da Save the Children riguardo la violenza domestica sono sconcertanti. In soli cinque anni, circa 427mila minori sono stati testimoni di atti di violenza ai danni delle loro mamme. I soggetti, viene specificato, non sono solo testimoni dei maltrattamenti, ma anch’essi vittime della stessa, anche solo per il fatto di prenderne coscienza.
Un tema, quello della “violenza assistita”, che ha portato al lancio dell’iniziativa Abbattiamo il muro del silenzio, tramite la quale si vuole portare alla sensibilizzazione nei confronti di una tipologia di maltrattamenti che viene presa un po’ sottogamba sia dai media sia dagli adulti. Manca la consapevolezza della tragicità di quella che è diventata una nuova piaga sociale, tanto che molte vittime rinunciano a denunciare quanto accade anche a causa dello scarso supporto fornito, sebbene sia stato dimostrato che 1 donna su 10, quando subisce violenza, ha temuto per l’incolumità del minore.

Le mamme vittime di violenza domestica solo in Italia ammontano a più di 1,4 milioni, ma solo il 7% di loro ha piena consapevolezza di quanto sta accadendo. Un terzo di queste, dato non secondario, ha subito soprusi anche durante la gravidanza. Oltre 550mila donne sono vittime silenti, ovvero che non denunciano e che non si rivolgono ai medici.
Per quanto riguarda i bambini, invece, nel 48.5% dei casi il minore ha assistito allo svolgersi della violenza domestica, media che aumenta al 50% nel nord-ovest, nord-est e sud Italia; nel 12,7% dei casi, dichiarano le mamme, il minore è stato vittima diretta della violenza stessa.
L’unico dato positivo, se davvero così si può definire, riguarda l’aumento dei casi che ha portato a una condanna irrevocabile per violenza domestica: dai 1.320 del 2000 ai 2.923 del 2016.

«La casa dovrebbe essere per ogni bambino il luogo più sicuro e protetto e invece per tanti si trasforma in un ambiente di paura e di angoscia permanente», dichiara Raffaella Milano, direttrice dei programmi Italia-Europa per Save the Children. Per un bambino, «assistere ad un atto di violenza nei confronti della propria mamma è come subirlo direttamente. Moltissimi bambini e adolescenti sono vittime di questa violenza silenziosa, che non lascia su di loro segni fisici evidenti, ma che ha conseguenze devastanti: dai ritardi nello sviluppo fisico e cognitivo alla perdita di autostima, da ansia, sensi di colpa e depressione all’incapacità di socializzare con i propri coetanei. Un impatto gravissimo e a lungo termine che tuttavia, nel nostro Paese, è ancora sottovalutato». Prosegue, poi, la direttrice, spiegando che «è indispensabile mettere in campo un sistema di protezione diffuso capillarmente che non lasci ma da sole le donne ad affrontare il complesso e doloroso percorso di liberazione dalla violenza domestica e che si prenda cura immediatamente dei bambini fin dalle prime fasi in cui questa emerge, senza attendere la conclusione degli iter giudiziari. È poi fondamentale che tutti gli adulti che sono a contatto con i minori – a partire dalle scuole e dai servizi sanitari – assumano una responsabilità diretta per far emergere queste situazioni sommerse, attrezzandosi per riconoscere tempestivamente ogni segnale di disagio, senza trascurarlo o minimizzarlo».

Leggi il dossier

 

Fonti
Ansa.it
Save the Children

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