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Voucher: Mascitti, DDL Sacconi vecchie regole ingentilite da nuovi nomi.

Nella giornata dedicata ai lavoratori prosegue la nostra mini indagine sul nuovo disegno di legge che contiene disposizioni  in materia di lavoro breve,  presentato dal presidente della Commissione Lavoro del Senato, Maurizio Sacconi (Energie per l’Italia), lo scorso 19 aprile.

Il ddl mira a risolvere la lacuna che si è creata all’indomani dell’abolizione definitiva dei buoni lavoro, i controversi “voucher”.  Dopo l’intervento di un giuslavorista di Verona, l’avvocato Fabiana Menichetti,  questa volta abbiamo proposto le nostre domande ad un’avvocatessa del centro Italia, Sara Mascitti, del foro di Latina. Qui di seguito riportiamo le sue risposte.

1) Avvocato Mascitti cosa prevede il DDL che contiene disposizioni “Disposizioni in materia di lavoro breve, di lavoro intermittente e di responsabilità solidale tra committente e appaltatore”? E cosa cambia rispetto alle precedenti norme?

L’intento dichiarato è quello di semplificare, l’esigenza nasce dal vuoto lasciato dall’abolizione dei voucher, il risultato è creare “nuove” tipologie di lavoro, rendendo stabile quel che non era. La semplificazione si limita a rendere “virtuale” la gestione del rapporto di lavoro, senza cambiare alcunché, rimane il contestato obbligo di comunicazione 60 minuti prima. Il lavoro breve per le prestazioni entro i novecento euro all’anno e il lavoro intermittente è lo step successivo, più del lavoro breve, ma meno del lavoro “part-time”. Il parametro per la definizione del “lavoro breve” è quantitativo: € 10/ora e € 900/anno, così come è quantitativo il parametro del lavoro intermittente (per cui rileva il numero di giornate lavorate). Il DDL introduce però una nuova responsabilità del datore di lavoro, che si libera solo dimostrando di aver adempiuto a specifici obblighi di vigilanza, insomma si va sempre più verso la diversificazione di responsabilità dal profilo penale, che andrebbe accompagnata da una cornice normativa ad hoc.

2)Il DDL Sacconi troverà l’accordo delle parti sociali, in particolare della CGIL che si preparava a una consultazione popolare?

Il DDL ha lo scopo aperto di scongiurare il referendum richiesto dalla CGIL, ma non fa che cambiare nome ai voucher e tentare di dargli stabilità, senza accompagnarli da idonee garanzie ne per i lavoratori, tantomeno per i datori di lavoro, insomma non soddisfa quel bisogno di novità chiesto a gran voce, ma si limita a reintrodurre le vecchie regole, ingentilite da nuovi nomi.

3)Si parla di “due vie complementari” Lavoro breve e Lavoro intermittente liberalizzato. Cosa sono e quali sono le migliorie che dovrebbero apportare nel mondo del lavoro?

È difficile vedere migliorie, si tratta di strumenti che non soddisfano le esigenze di semplicità e di dinamismo della situazione attuale. Il lavoro breve prevede un rapporto che generi compensi inferiori a € 900 all’anno, mentre il lavoro intermittente prevede un rapporto che si articoli per (massimo) 400 giornate in tre anni. Per ripartire c’è bisogno che le aziende viaggino leggere e che i lavoratori si sentano tutelati. Non soddisfa l’esigenza di impresa e non piace ai lavoratori.

 

Circa Stefania Di Ceglie

Stefania Di Ceglie

Giornalista

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